Storia

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Da vicolo Pozzo, a pochi passi da piazza Isolo, si può salire sulla collina di San Zeno in Monte: è una delle più belle, sebbene nascoste, passeggiate di Verona. A metà di vicolo Pozzo, una piccola strada in salita conduce all'Istituto Don Calabria di San Zeno in Monte.
Lungo il percorso è visibile il panorama della città.

SCALA SANTA. E’ detta Scala santa per le stazioni della Via Crucis in pietra inserite nel muro alla base della soprastante sede della “Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza - Casa Buoni Fanciulli – Istituto don Calabria”.

L'ISTITUTO DON CALABRIA. Qui, il 6 novembre 1908, Don Calabria si trasferì con i primi 22 ragazzi, tutti poverissimi, per frequentare la scuola la mattina e per imparare un mestiere il pomeriggio.
Questi luoghi hanno un grande significato religioso e sociale: qui don Calabria costruì la sua cittadella della carità.
Venne restaurata la chiesa, poi nacque il centro di addestramento professionale con la scuola, che dava una formazione culturale, civica e morale ai ragazzi accolti, a cui furono aggiunti i laboratori di calzoleria, di sartoria, di falegnameria, di tipografia e di meccanica.
Nella chiesa di San Zeno in Monte, vi è la tomba del Santo, di quello che fu il suo primo grande e magnanimo collaboratore, il conte Francesco Perez e di Don Luigi Pedrollo, che fu il primo successore di San Giovanni Calabria.

STORIA ANTICA. L’Istituto Don Calabria ha contribuito anche a salvare dalla rovina una parte di Verona che vanta un'antichissima storia.
In questo luogo l'esistenza di una chiesa, probabilmente edificata già nel 1100 e dedicata a Santa Maria di Betlemme, è documentata dal 1265 e successivamente dedicata a San Zeno.
Nel 1435, fu istituito un convento di eremitani della Congregazione di san Girolamo da Fiesole e in quell'anno fu iniziata la costruzione del monastero. Soppressi nel 1668 i Fiesolani, l'anno seguente si insediarono nel monastero i chierici regolari Somaschi, che eseguirono lavori di sistemazione e ampliamento per ospitare il collegio dei Nobili, costituito per volontà del Senato Veneto. Il collegio, reputato tra i migliori d'Italia, ebbe speciale rinomanza per la qualità dell'insegnamento e per la salubrità del luogo.
Il convento fu soppresso tra 1805 e 1810 per decreto napoleonico e gli edifici vennero destinati a caserma e magazzino.

L'EPOCA AUSTRIACA. Chiesa e convento furono poi venduti dal Demanio austriaco al signor Kraus, impresario di Vienna. Nel 1848, durante la guerra, il complesso conventuale fu presidiato come caserma di fanteria e nel 1854 vennero fatti alcuni lavori per un uso militare. In tempo di pace, il monastero era affittato e destinato a magazzino dell'esercito, anche con l'Esercito Italiano, nei primi anni del Regno Sabaudo.
Poi nel 1889 fu trasformato per ospitare case popolari.

IL NOVECENTO. Nel 1908, il complesso fu venduto al conte Francesco Perez, che lo cedette a Don Calabria per ospitarvi la Casa dei Buoni Fanciulli. La chiesa fu restaurata e restituita al culto nel 1910, mentre gli edifici furono sistemati cinque anni dopo.
L'Istituto fu notevolmente ampliato, sul fronte verso la città. Da ormai un secolo questa collina è della “Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza” di Don Calabria, che da allora ha accolto gratuitamente migliaia di ragazzi poveri e in difficoltà, basando tutto il suo apostolato sul trinomio pedagogico: chiesa, scuola, lavoro.